Uan

agosto 28, 2010

L’eterno sconfitto nell’infinita guerra contro il malefico Tu Gust!

Citazioni maxibonistiche a parte oggi parliamo di uno dei più conosciuti volti pelosi degli anni 80.
Il 12 settembre 1983 segna una data storica della televisione per bambini, nasce Bim Bum Bam!
Non è vero, vi ho preso in giro, la trasmissione nasce circa un anno prima ma è un misero programma contenitore senza intermezzi umani: dopo qualche mese vengono introdotti alcuni esemplari di Homo Habilis a presentare i cartoni animati di turno. Uno dei tre è Paolo Bonolis.
Perchè quindi la data storica è a un anno dalla comparsa del programma?
Perchè alla sua seconda stagione la trasmissione introduce il mezzobusto fucsia più famoso della storia, il pupazzo Uan!

Nonostante il premio nella categoria “Primo pupazzo televisivo” appartenga a quel dannato topo di merda Uan è senza ombra di dubbio uno dei più riconoscibili e apprezzati esemplari del suo genere.
Ora non sono sicuro di ricordare perchè mi piacesse quel cane pulcioso, se perchè fosse effettivamente divertente o perchè avesse avuto la fortuna di avere una spalla (o forse era lui la spalla,grosse menti della scienza ci stanno lavorando su per capirlo) esilarante come Bonolis.
Quale che fosse la ragione adoravo BBB quasi quanto il Banana Split Show (argh, non vedo l’ora di parlarne) e non solo per i cartoni ma soprattutto per le scenette: magari a guardarle oggi non mi strapperebbero un sorriso neanche sotto tortura ma a quei tempi mi sbellicavo con quegli sketch.

Facciamo un po’ d’ordine: Uan nasce appunto in quella data lì che ho scritto prima e che non ho voglia di andare a rileggere, il suo nome prende spunto dal fatto che il personaggio nasce come mascotte di Italia 1. Qualche tempo dopo faranno la loro comparsa i cugini sfigati di Uan in trasmissioni parallele sulle altre reti Fininvest, ovvero l’orso Four e il drago/serpente/coso Five, rispettivamente su Rete 4 e Canale 5. Inutile dire che questi due non avevano un briciolo del carisma del nostro canide rosa shocking e credo abbiano fatto una fine terribile in qualche tremenda prigione panamense.

Uan deve i suoi natali e e le sue pasque alle forze congiunte di Enrico Valenti e Kitty Perria, storici animatori e burattinai e fondatori del Gruppo 80: grazie a loro il migliore amico dell’uomo (uomo pupazzo chiaramente) poteva muoversi e dimenarsi da dietro un bancone/tavolo/scrivania/qualunque mobile che gli nascondesse le gambe.
Caratteristica dei pupazzi di questo genere era infatti il comparire in video ripresi dall’ombelico in su, mentre la parte inferiore rimaneva un oscuro mistero per tutti (ad eccezione delle donnine di facili costumi pupazzeschi con le quali Uan si intratteneva dopo lo show: queste erano infatti le uniche che potevano spupazzarselo). In realtà nelle sigle dal 1988 in poi, anche a causa della grossa pressione esercitata da gruppi terroristici bambineschi, Uan si mostrò a figura intera con un’animazione tradizionale da marionetta. Io ci rimasi decisamente male e capii una lezione fondamentale della vita: ignorance is bliss.

Ma come tutti i cani che si rispettino Uan parlava anche e l’onere di questo compito venne affidato all’epoca all’indimenticabile Giancarlo Muratori che oltre a dare la voce al botolo faceva a sua volta da spalla comica a Paolo (anzi, Pìolo come lo chiamava Uan) Bonolis intervenendo come voce fuori campo della Signora Regia e del Commendator Brandolin che vessavano continuamente lo sventurato: scomparso nel 1995 venne sostituito da Pietro Ubaldi ma onestamente il risultato non mi è mai piaciuto e il mio ricordo rimarrà quello del primo Uan.

Gran parte delle scenette comiche erano legate a divertenti parodie di film o programmi, come Uanathan dimensione avventura o Pioloky : erano decisamente altri tempi, contenuti educativi o meno si cercava di instaurare un rapporto confidenziale con lo spettatore bambino nonostante ciò avvenisse attraverso il piatto e freddo schermo televisivo. Oggi i programmi per bambini non sono che squallide successioni di cartoni animati creati per vendere merchandise, inframezzati da bieche televendite di giocattoli che fanno il lavaggio del cervello a bambini già instupiditi dai precedenti cartoni. L’entropia dell’universo smetterà di aumentare solo tra parecchi anni quando suddetti bambini scopriranno il mondo del sessodrogaerocchenrolle.

Uan è stato l’unico componente mai sostituito mentre i conduttori storici di BBB furono tre per me: il già citato Bonolis, Licia Colò e l’indimenticabile Manuela “Manu” Blanchard che, nel fiore dei miei 6-7 anni, mi sembrava una gran topona.
Il branco di sfigati che arrivò dopo negli anni 90 riuscì a prolungare la vita del programma per qualche stagione ma io onestamente smisi di guardarlo e mi dedicai all’alcool e a spingere vecchiette sotto le macchine.
Proprio nel 1990 Uan venne affiancato da un altro cane pupazzoso di nome Ambrogio: chiaramente per essere in sintonia con il nuovo cast di conduttori sfigati anche Ambrogio era uno sfigato.
Utile come spalmare colla tra le pagine di un libro, Ambrogio riuscì a sopravvivvere per circa 10 stagioni fino alla conclusione del programma, per poi essere sparato nello spazio e finalmente essere dimenticato da tutti.

Con la fine definitiva del programma i pupazzi Uan, Four e Five vengono donati nel 2001 alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi ma qualche anno dopo succede il dramma: il 15 ottobre 2005 l’autorevolissimo Tgcom (looooooooooool) annuncia che i tre pupazzi sono stati rapiti! Rapidamente si diffonde il panico, razzie e saccheggi sono all’ordine del giorno, viene proclamato lo stato d’emergenza e l’ONU proclama una nuova risoluzione. Poi non se ne sa più nulla.
In realtà non si è mai capito cosa successe in quella occasione, se davvero qualche nostalgico ha preferito rapire le irsute marionette piuttosto che vederle marcire in uno scantinato polveroso, oppure se si è trattato di una mossa di marketing per rilanciare i personaggi.

Venendo ai giorni nostri le apparizioni della bestia villosa risalgono ad una TRISTISSIMA pseudointervista delle Iene nella quale Uan finge di essere un ex personaggio famoso caduto in disgrazia, un altro intervento insieme a Bonolis in una trasmissione della Clerici e infine ha co-condotto proprio nel 2010 l’ultima edizione di Matricole e Meteore.
Ora, se i suoi tutori legali capissero che è tempo di lasciarlo riposare in pace saremmo tutti più felici.

Thriller

agosto 12, 2010

Seppellita dopo 70 giorni la salma di Michael Jackson: stava terminando le riprese di Thriller 2.

Ah, le battute su MJ non invecchieranno mai, proprio come MJ.

DISCLAMER: Ok, mi fermo qui con le battute, la rete è piena di umorismo nero sul personaggio in questione, soprattutto su temi come dire…”delicati”. Io non sono un fan di Jackson ma i milioni di fan là fuori credo siano troppo suscettibili sull’argomento; inoltre il blog ha un altro scopo.

Detto questo possiamo iniziare a parlare del Re del Pop.

Come detto poco fa non sono un suo ammiratore però esattamente nei favolosi 80’s uscirono una serie di singoli e video che rimasero impressi nella mia memoria e, nonostante le mie preferenze musicali siano profondamente cambiate, rimango ancora piacevolmente colpito nel risentirli.

Thriller è l’album che forse consacrò MJ e che detiene una lista di record più lunga della fedina penale di Dillinger:

  • è l’album che ha venduto di più nella storia (110 milioni)
  • è l’unico ad aver venduto più di 100 milioni di copie
  • rimase al primo posto delle classifiche per 37 settimane consecutive
  • rimase nella top 10 per 80 settimane
  • varie ed eventuali

Ma non è tanto l’album di cui mi interessa parlare (per quanto in futuro ritornerò sull’argomento trattando alcuni dei suoi singoli) quanto della canzone che gli da il titolo e soprattutto del video.

Thriller segna infatti un punto di svolta nella percezione visiva della musica: introduce un fattore cinematografico nei videoclip che finora era stato trascurato. Questa simbiosi musica-cinema diventerà fondamentale nelle 2 decadi a seguire, dando vita a una miriade di minifilm legati ai singoli di successo: purtroppo questa tendenza è attualmente scomparsa, i video attuali riprendono semplicemente i cantanti che … beh, che cantano, magari circondati da una serie di tope semisvestite. Per carità, la topa è sempre la benvenuta ma i videoclip di oggi sono terribili, inutili e senza senso. Qualche eccezione esiste ancora ma è più unica che rara.

Thriller è la pietra miliare del suo genere, una ministoria horror di quasi 14 minuti nella sua versione integrale (ne esistono altre 2 di 8 e 7 minuti rispettivamente) che ha una trama ben definita (niente di complicato per carità, ma una novità assoluta a quei tempi) e una coreografia incredibile. Il tutto nasce dopo che MJ vede Un lupo mannaro americano a Londra, pellicola horror del grande John Landis: il cantante se ne innamora e decide di fare un video musicale simile.

La Sony gli ride in faccia, anche perchè il singolo era uscito da oltre un anno (l’album esce nel 1982 mentre il video nell’84) e non c’era necessità di spendere quei soldi. MJ è però risoluto e decide di realizzarlo di tasca propria, chiamando a dirigerlo lo stesso Landis. La prima parte del videoclip è un chiaro omaggio al regista e al film, con una trasformazione del cantante in un licantropo.

A fronte di una spesa di mezzo milione di dollari il successo è planetario, le vendite dell’album triplicano e viene prodotta addirittura una VHS contenente un documentario di 40 minuti con il making of: anche questa avrà un successo inaspettato, vendendo oltre 9 milioni di copie, altro record.

La storia, come accennato poco fa, è abbastanza semplice: MJ e la sua ragazza (l’ex Playmate e attrice Ola Ray) stanno guardando un film horror al cinema, all’uscita passano davanti a un cimitero, una schiera di zombie comincia a inseguirli fino a quando lo stesso protagonista non diventa uno di loro. Iniziano così un’inseguimento a ritmo di danza, sulle note dell’omonima canzone fino ad arrivare al finale che non svelo perchè fa troppa pauuuuuura (non è vero, però almeno così ve lo guardate).

Nella voce del narratore troviamo  l’indimenticabile Vincent Price, intramontabile icona del cinema horror;  inoltre il settore dell’effettistica e del make up viene affidato ad uno dei più grandi professionisti della storia del cinema, Rick Baker: insomma, per la prima volta nella storia musicale viene dedicata una cura maniacale nella realizzazione di un videoclip e tutto ciò verrà ripagato da una ricezione entusiastica dai media e dai fan.

Impossibile poi dimenticare il vestito rosso che MJ indossa nel video: questo e molti altri abiti dell’artista contribuiranno in seguito a identificarlo facilmente in ogni parte del globo.

Nel 2009 Michael Jackson’s Thriller viene infine scelto dal National Film Registry per essere preservato nella Libreria del Congresso: è il primo videoclip nella storia a ricevere questo onore.

Tutto il resto venuto dopo (commemorazioni, omaggi, cover, anniversari) non mi interessa molto (a parte questo)ma Thriller nella sua prima incarnazione  rimarrà per sempre nel mio immaginario, nonchè ricordo indelebile di quei favolosi anni 80.

E dopo tante chiacchere non resta che lasciarvi con la versione integrale del video.

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