Radio 80:la musica che mette d’accordo Giuliano Ferrara e la bilancia!

Non sono un grandissimo fan di Peter Gabriel però bisogna riconoscergli il grosso impegno verso la world music (per la quale ha creato un’etichetta apposita) e per la grande vena creativa che permea i suoi videoclip.

Uno degli esempi migliori è questo singolo del 1986, un vero delirio psichedelico di assurdità e animazioni.

Merito del successo di questo videoclip è soprattutto della Aardman Animation (diventata famosa al grande pubblico anche grazie a Wallace and Gromit) e degli strepitosi fratelli Quay, maestri della stop motion.

Buona visione!

Radio 80:la musica che mette d’accordo cani e gatti!

Nuova rubrica dedicata alle canzoni che hanno caratterizzato gli anni 80,ancora una volta qui troverete non solo musica che mi piace ma anche roba che ascolterei esclusivamente sotto tortura. Se però certe canzoni son state delle hit di quegli anni sono obbligato da contratto a riportarle a galla.

Vista la mia natura da dormiglione inizierei con questo classico del 1983: nonostante il duo inglese abbia avuto una buona carriera questo è stato l’unico singolo che gli ha regalato un successo mondiale, al top delle classifiche.

La canzone è stata ripresa qualche anno fa da Marilyn Manson che ne ha sfornato una cover abbastanza particolare.

E’ invece di qualche giorno fa questo geniale mash up che unisce gli altrettanto geniali White Stripes al singolo in questione.

L’unica rubrica che ruba spazio prezioso alle foto con inutili fiumi di parole!

Poche storie, la topa tira.

Nonostante su questo blog non se ne parli la metà dei visitatori ci arriva cercandola, mi sembra quindi doveroso dedicare un nuovo spazio alle bellezze che hanno popolato i cotonati anni 80.

Piccole avvertenze su cosa conterrà la rubrica: in linea di massima pettinature e vestiti femminili di quel tempo non mi sono mai piaciuti troppo però ci sono tante donne che hanno animato i sogni sporcellosi di chi era bimbo in quel periodo, questo a prescindere dalla effettiva bellezza fisica.

Potevamo rimanere incantati dal fascino di una certa cantante o dai ruoli provocanti una determinata attrice quindi troverete pezzi di femmina che magari non sono “belle” nel senso assoluto del termine ma che son state icone per una generazione.

Premetto anche che non sono un estimatore delle poppe giganti ma potrà capitare che si parli di ragazze che pur non piacendomi hanno fatto sbavare milioni di maschi allupati (e generalmente il maschio si allupa quando vede due zizze enormi).

Voglio cominciare parlando di una donna della quale mi sono innamorato a prima vista, Sabrina Salerno.

Per rafforzare il concetto espresso poco fa devo dire che amo Sabrina per il suo viso e non per gli airbag: lo trovo stupendo e trovo il suo leggero strabismo di un fascino unico (così come mi piacciono i piccoli difettucci delle donne in generale, le rendono più reali, e poi se sei topa sei topa e basta).

Ora, potrei dilungarmi ore e ore per parlare della sua carriera, di come sia salita al vertice delle classifiche nazionali e internazionali con i suoi album di esordio, di come abbia partecipato a diverse pellicole e programmi televisi “leggeri”, di come abbia sperimentato il teatro negli ultimi anni ma i milioni di pervertiti che arriveranno qui vogliono solo le foto zozze.

Aggiungo che oggi la Salerno è ancora più bella di un tempo, io continuo ad amarla e adorarla e a sognarla premendomi il cuscino forte forte sulla faccia che vedo tutte le stelline.

La seguente sezione è NSFW, se proprio la guardate al lavoro almeno verrete licenziati felici.

A seguire il famoso videoclip di Boys Boys Boys, la storia di un capezzolo che per oltre 3 minuti tenta di fare capoccella dall’angusta prigione di Bikini. Durante la sua avventura incontrerà il Misterioso Maggiordomo, il Pallone Gigante, la Gang degli Spioni sopra la Cabina e gli Ombrelloni Rotanti. Dopo svariati tentativi riuscirà nell’impresa portando la felicità nel genere umano.

E come dimenticare il fantastico duetto con Jo Squillo, un feroce attacco alla cultura della donna oggetto, l’inno ufficiale di una rivoluzione che farà crollare i palazzi del potere maschilista, la guerra di due ragazze che combattono per la lib…ehm ok, un video di cosce al vento. Peccato che Jo Squillo rovini tutto con la sua presenza, we want more Sabrina!

Il prossimo è lo spot di un detersivo: possiamo vedere due bellezze degli anni 80 a confronto, una ha usato la Nostra marca preferita ed è diventata ancora più gnocca, l’altra ha usato un detersivo concorrente e potete vedere i disastrosi risultati.

Se ancora la vostra libido risultasse insoddisfatta potreste aver bisogno di vedere un dottore, nel frattempo spulciatevi il sito ufficiale con una montagna di foto della nostr…anzi della Mia Sabrina preferita!

Thriller

agosto 12, 2010

Seppellita dopo 70 giorni la salma di Michael Jackson: stava terminando le riprese di Thriller 2.

Ah, le battute su MJ non invecchieranno mai, proprio come MJ.

DISCLAMER: Ok, mi fermo qui con le battute, la rete è piena di umorismo nero sul personaggio in questione, soprattutto su temi come dire…”delicati”. Io non sono un fan di Jackson ma i milioni di fan là fuori credo siano troppo suscettibili sull’argomento; inoltre il blog ha un altro scopo.

Detto questo possiamo iniziare a parlare del Re del Pop.

Come detto poco fa non sono un suo ammiratore però esattamente nei favolosi 80’s uscirono una serie di singoli e video che rimasero impressi nella mia memoria e, nonostante le mie preferenze musicali siano profondamente cambiate, rimango ancora piacevolmente colpito nel risentirli.

Thriller è l’album che forse consacrò MJ e che detiene una lista di record più lunga della fedina penale di Dillinger:

  • è l’album che ha venduto di più nella storia (110 milioni)
  • è l’unico ad aver venduto più di 100 milioni di copie
  • rimase al primo posto delle classifiche per 37 settimane consecutive
  • rimase nella top 10 per 80 settimane
  • varie ed eventuali

Ma non è tanto l’album di cui mi interessa parlare (per quanto in futuro ritornerò sull’argomento trattando alcuni dei suoi singoli) quanto della canzone che gli da il titolo e soprattutto del video.

Thriller segna infatti un punto di svolta nella percezione visiva della musica: introduce un fattore cinematografico nei videoclip che finora era stato trascurato. Questa simbiosi musica-cinema diventerà fondamentale nelle 2 decadi a seguire, dando vita a una miriade di minifilm legati ai singoli di successo: purtroppo questa tendenza è attualmente scomparsa, i video attuali riprendono semplicemente i cantanti che … beh, che cantano, magari circondati da una serie di tope semisvestite. Per carità, la topa è sempre la benvenuta ma i videoclip di oggi sono terribili, inutili e senza senso. Qualche eccezione esiste ancora ma è più unica che rara.

Thriller è la pietra miliare del suo genere, una ministoria horror di quasi 14 minuti nella sua versione integrale (ne esistono altre 2 di 8 e 7 minuti rispettivamente) che ha una trama ben definita (niente di complicato per carità, ma una novità assoluta a quei tempi) e una coreografia incredibile. Il tutto nasce dopo che MJ vede Un lupo mannaro americano a Londra, pellicola horror del grande John Landis: il cantante se ne innamora e decide di fare un video musicale simile.

La Sony gli ride in faccia, anche perchè il singolo era uscito da oltre un anno (l’album esce nel 1982 mentre il video nell’84) e non c’era necessità di spendere quei soldi. MJ è però risoluto e decide di realizzarlo di tasca propria, chiamando a dirigerlo lo stesso Landis. La prima parte del videoclip è un chiaro omaggio al regista e al film, con una trasformazione del cantante in un licantropo.

A fronte di una spesa di mezzo milione di dollari il successo è planetario, le vendite dell’album triplicano e viene prodotta addirittura una VHS contenente un documentario di 40 minuti con il making of: anche questa avrà un successo inaspettato, vendendo oltre 9 milioni di copie, altro record.

La storia, come accennato poco fa, è abbastanza semplice: MJ e la sua ragazza (l’ex Playmate e attrice Ola Ray) stanno guardando un film horror al cinema, all’uscita passano davanti a un cimitero, una schiera di zombie comincia a inseguirli fino a quando lo stesso protagonista non diventa uno di loro. Iniziano così un’inseguimento a ritmo di danza, sulle note dell’omonima canzone fino ad arrivare al finale che non svelo perchè fa troppa pauuuuuura (non è vero, però almeno così ve lo guardate).

Nella voce del narratore troviamo  l’indimenticabile Vincent Price, intramontabile icona del cinema horror;  inoltre il settore dell’effettistica e del make up viene affidato ad uno dei più grandi professionisti della storia del cinema, Rick Baker: insomma, per la prima volta nella storia musicale viene dedicata una cura maniacale nella realizzazione di un videoclip e tutto ciò verrà ripagato da una ricezione entusiastica dai media e dai fan.

Impossibile poi dimenticare il vestito rosso che MJ indossa nel video: questo e molti altri abiti dell’artista contribuiranno in seguito a identificarlo facilmente in ogni parte del globo.

Nel 2009 Michael Jackson’s Thriller viene infine scelto dal National Film Registry per essere preservato nella Libreria del Congresso: è il primo videoclip nella storia a ricevere questo onore.

Tutto il resto venuto dopo (commemorazioni, omaggi, cover, anniversari) non mi interessa molto (a parte questo)ma Thriller nella sua prima incarnazione  rimarrà per sempre nel mio immaginario, nonchè ricordo indelebile di quei favolosi anni 80.

E dopo tante chiacchere non resta che lasciarvi con la versione integrale del video.

Righeira

maggio 1, 2010

Anni 80.La crisi.La gente non teneva dinero.Arrivarono i Righeira e ci fecero una canzone. 2010. La crisi. La gente non tiene dinero. Ho paura delle conseguenze.

Ah gli anni 80, quando non capivo un cazzo di musica.

Non che ora capisca molto di più ma almeno a quei tempi mi facevo meno problemi e magari mi vergognavo meno di certi gusti musicali.

Ogni volta che scrivo un articolo devo far fronte a un problema: io ho un determinato ricordo di certe cose, quando poi mi documento per poter scrivere qualcosa a volte sbatto la faccia con la dura realtà e quei ricordi non sempre escono illesi dall’operazione.

Per quanto riguarda i Righeira è andata meno peggio di quanto mi aspettassi, riascoltare le loro hit non è stato così traumatico, forse anche per la mia affinità al trash…

Michael e Johnson Righeira (ossia, Stefano Rota e Stefano Righi) fanno il loro esordio sulla scena musicale italiana come duo nel 1983 con Vamos a la Playa che divenne istantaneamente un successone, sia in Italia (sette settimane in vetta alle classifiche) che all’estero. Questo anche grazie al fatto che scelsero di cantare in spagnolo (pur facendo una versione italiana della canzone), a quel tempo abbastanza inusuale.

La canzone nascondeva dietro un titolo spensierato uno scenario apocalittico che rifletteva una certa paura del nucleare, durante gli ultimi anni di guerra fredda e di corsa agli armamenti. Ma alla fin fine credo che il 98% di chi ascoltò quella canzone non se ne rese conto e si lasciò semplicemente conquistare da un testo abbastanza scarno che altro non faceva se non ripetere ad libitum il ritornello del titolo. Leggende metropolitane narrano che fu proprio sulla base di questa canzone che venne coniato il termine tormentone che vide proprio nell’83 l’inserimento nello Zingarelli.

Sempre nell’83 arrivò la loro seconda hit, No Tengo Dinero, che non ebbe il successo del precedente ma gettò comunque le basi per renderli famosissimi nel paese e oltre.

L’anno successivo fu la volta di Hey Mama ma stavolta fu quasi un flop.  Solo nel 1985 arrivò la consacrazione: con L’Estate sta Finendo vinsero il Festivalbar e forse anche un Disco per L’Estate ( dico forse perchè ho trovato notizie contrastanti…). La genialata fu pubblicare la canzone all’inizio dell’estate.

L’ultimo grande successo risale all’86 quando con Innamoratissimo parteciparono al Festival di Sanremo (curiosità, Sergio Conforti, più noto come Rocco Tanica dei miei amati Elio e le Storie Tese, è l’autore di questo brano).

Seguono un altro paio di singoli che però ricevono timidi consensi da parte del pubblico, il che porta il duo a sciogliersi nel 1988, per intraprendere separatamente alcuni progetti solisti e collaborazioni. Una prima reunion avviene nel 1998 quando partecipano a La Notte Vola, trasmissione televisiva che aveva per concorrenti protagonisti della scena musicale anni 80.

Poi un nuovo oblio fino al 2006 in cui pubblicano un nuovo album composto di soli inediti, operazione abbastanza incredibile considerando che generalmente queste reunion sono bieche operazioni commerciali atte a sfruttare le hit dei decenni precedenti, in maniera anche abbastanza triste se posso aggiungere. Sì, posso aggiungere che il blog è mio.

Alla fin fine ho un bel ricordo dei Righeira, i singoli erano orecchiabili all’epoca e risentendoli oggi mi accorgo che c’è di molto peggio e non si può certo gridare allo scandalo riascoltandoli: inoltre erano un concentrato di trash che paragonato al cattivo gusto attuale era veramente un lusso. Pensare a quelle acconciature assurde, all’abbigliamento strampalato e a quelle movenze e coreografie quasi ipnotiche è abbastanza affascinante. Per un amante del weird ovviamente. Per la cronaca io preferivo Michael perchè Johnson non si capiva che età avesse, in un video sembrava un ventenne e il giorno dopo dimostrava 97 anni.

Dopo aver condotto un programma a R101 se ne sono perse le tracce: in realtà credo continuino a suonare e fare serate nei locali di tutta Italia. Noi vogliamo ricordarli così.

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