World Wrestling Federation

settembre 19, 2010

Se i panda cominciassero a difendersi a colpi di suplex e piledriver non sarebbero in via d’estinzione.

Non sono mai stato un amante della normalità (e qui via di battute e risate!).

E non perchè mi piacesse essere anticonformista, semplicemente mi son sempre accorto di essere attratto da ciò che si discostava dal cosiddetto gusto comune. Non sono però neanche amante degli eccessi e degli estremismi.

Diciamo che mi trovo un gradino sopra all’ordinario gusto delle masse, quanto basta per essere definito strano ma non abbastanza per contare qualcosa nell’universo degli strambi. E mi sta bene così, perchè queste scelte sono appunto del tutto naturali e non studiate a tavolino per impressionare qualcuno.

E’ per questo motivo che in un paese dominato dal calcio mi innamorai del baseball.

E sempre per questo motivo che sin da piccino mi ritrovai ad amare tutte quelle arti marziali e discipline di combattimento inusuali o altamente spettacolari: a 15 riprese di boxe preferivo un incontro di judo, al karate kid di turno volgevo le spalle per guardare un’esibizione di capoeira.

E poi c’era il Wrestling.

Bestioni di 2 metri, brutti, pelosi, sudati e incazzati che sollevavano altri bestioni e li facevano volare sbatacchiandoli sul ring, il tutto vestiti in modo assolutamente strampalato mentre un intero palazzetto dello sport composto di esaltati li incitava a squarciagola divertendosi.

La storia del wrestling in generale è davvero troppo lunga e complessa, è una vera disciplina praticata soprattutto a livello universitario americano e ha assunto anche divertenti divagazioni sanguinolesche negli ultimi anni. Ma quello che mi interessa approfondire su questo blog è l’aspetto caciarone, fintissimo e di intrattenimento che ci accompagnò nei magici anni 80 sul piccolo schermo. In realtà questo magnifico spettacolo continuerà anche nei primi anni 90 ma per una volta si può fare un’eccezione.

Ho già parlato dell’icona per eccellenza di questo grande giocattolone mediatico, ovvero Hulk Hogan, e dopo questa infarinatura sulla disciplina in senso generale continuerò in futuro ad esaminare singolarmente gli “eroi” che ci hanno fatto sognare.

Non sto neppure a fare una cronistoria troppo precisa dalla nascita della prima organizzazione a oggi, come detto è veramente troppo lunga o complessa, non basterebbero 10 blog dedicati. Se volete approfondire l’argomento in maniera certosina l’amico uichipiede può venire in vostro soccorso. Ricordo solamente che il nome fu cambiato da WWF a WWE per problemi con il WWF dei panda (l’avevo già detto, ma dato la natura poco seria di questo blog qualcuno può averlo preso per uno scherzo, beh non lo è).

Quello che mi interessava era riportare a galla certi ricordi, sensazioni ed emozioni che hanno caratterizzato il Wrestling in quel particolare periodo storico. Onestamente il wrestling moderno mi fa cagare. Manca tutto ciò che rendeva esilarante lo spettacolo ai quei tempi. I wrestler di oggi sono tutti palestrati con fisici scolpiti e perfetti.

Non ci sono grassoni.

Non ci sono bestie pelose.

Non ci sono aberrazioni della natura uscite da qualche film horror.

Tutti bellini, precisini e perfettini che a malapena versano due gocce di sudore.

E i costumi poi…sono veri e propri costumi da bagno, tutti uguali, tutti usciti dallo stesso stampino, a mostrare ad ogni istante quanto sono fighi e a prendersi sul serio più del necessario.

Niente nastri svolazzanti, trucco sulla faccia, divise militari e non, animali di scena, manager ancora più strambi al seguito.

E che dire delle entrate in scena? Rumorosi e pirotecnici ingressi sul ring, ma totalmente freddi, poco originali e anche abbastanza brutti.

Niente gente che sputa fuoco dalla bocca, niente…beh avete capito.

Come non citare poi i tag team?

Se possibile ancora più strampalati, originali e appariscenti dei lottatori singoli: Bushwackers, Legion of Doom, Demolition…

Oh, poi non è che io lo segua assiduamente, anzi. Probabilmente qualche caso isolato che richiami tutte le belle cose degli anni 80 che ho elencato esiste, ma sono pochi elementi rispetto a quello che un tempo era la “normalità”. Credo che Rey Mysterio sia uno di questi, ma siamo comunque anni luce dagli sfarzi dell’epoca.

L’evoluzione del Wrestling è stata notevole, ha una visibilità immensa, ci sono canali italiani che dedicano diverse ore quotidiane a questo spettacolo, i bambini impazziscono (come dopotutto impazzivamo noi) eppure non riesco proprio a capire questo “sport” nella sua incarnazione moderna. I combattimenti mi sembrano noiosissimi nonostante i lottatori siano molto preparati tecnicamente. Anzi forse lo sono anche troppo.

Un tempo questi omaccioni sudati passavano il 70% a darsi schiaffoni e spaccarsi sedie sulla schiena.

Le mosse importanti  (quelle fighe!), le trademark o le chiusure erano poche, proprio per questo forse risaltavano ancor di più in un incontro di 10 minuti.

E anche le storyline mi sembravano più divertenti o forse trovo quelle odierne noiose perchè vedo i protagonisti come soldatini identici che faccio fatica a distinguere.

Noi italiani inoltre avevamo una grande fortuna perchè potevamo seguire gli incontri con la telecronaca dell’immenso, indimenticabile e feeeenomenale Dan Peterson : con accento americano marcatissimo e con una simpatia unica dava quel valore aggiunto agli incontri che rendevano l’esperienza ancora più gratificante. Per farvi capire di che parlo…

Insomma, si potrebbe stare qui a parlarne per settimane intere, questo articolo è stato solo l’imbeccata per ricordare ai nostalgici quanto ci siamo divertiti a quei tempi e per solleticare la curiosità di chi quel periodo non l’ha vissuto. Il prossimo passo sarà fare incursioni nella marea di combattenti esistenti e dedicare un po’ di tempo ai singoli protagonisti.

E credetemi, sono tanti.

Un ultimo appunto : consiglio a tutti la visione di un piccolo recente gioiellino firmato Darren Aronofsky, The Wrestler, un film di rara bellezza che riesce a toccare molte corde nascoste anche a chi ha un cuore di pietra, ma che soprattutto è una delizia per i nostalgici perchè è un vero concentrato di ricordi e sensazioni anni 80. Un immenso Mickey Rourke.

Vi lascio con un video della seconda edizione della Royal Rumble (1989), una competizione favolosa in cui decine di Wrestler se le davano di brutto sul ring. Contemporaneamente.

P.s. ho volutamente evitato di fare nomi o riferimenti specifici (anche a livello visivo) dei singoli wrestler perchè l’intento è quello di parlare dei singoli casi con più calma. Stay tuned!

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