Ah, gli anni 80, quando per fare il wrestler dovevi avere un costumista psicopatico.

Continuiamo la nostra carrellata sui clown muscolosi che hanno allietato i nostri pomeriggi di bambino menandosi in tv.

Oggi parliamo dell’amico/nemico storico del grande Hulk Hogan, ovvero Macho Man.

Randy Savage, nato Randall Mario Poffo nel 1952, dedica la sua intera carriera a rivoluzionare il mondo della moda, proponendo nuove spettacolari creazioni che neanche la famiglia Forrester sotto acido. L’avventura da wrestler si rivela quindi una furba copertura per distrarre i concorrenti stilisti.

Il nostro amico Randy rimane uno dei volti più conosciuti e ricordati del periodo d’oro della WWF, possedendo tutte quelle qualità che rendevano i lottatori dei grandi simboli per i ragazzini: i già citati costumi, la parlata (con quella inconfondibile voce roca), una seCSi topa come manager, delle pose plastiche e, anche se non fondamentale, una discreta prestanza atletica.

Anche stavolta mi limiterò a ricordare i fatti salienti della sua carriera, per una cronistoria precisa di ogni suo incontro esiste l’amico uichipiede.

Il vero inizio degno di nota risale al 1985 quando Savage fa il suo ingresso nella WWF e diventa Campione Intercontinentale dopo aver battuto in maniera illecita Tito Santana (con un mattarello nascosto nelle mutande) e, grazie a un periodo di blocco dello scrittore degli sceneggiatori, vi rimarrà per il periodo più lungo della storia, circa 14 mesi. Dopodichè i burattinai della WWF si svegliano dal torpore  e lo fanno perdere contro Ricky Steamboat, leggermente irritato per un colpo sleale di Savage alla laringe che gli impedì di cantare al coro della parrocchia per diverse settimane.

Il 1988 è l’anno della consacrazione, il personaggio piace al pubblico e si assiste così all’incoronazione di Macho Man a Campione del titolo massimo: l’incontro si svolge contro Ted DiBiase il quale si porta come valletta di accompagnamento la graziosa Andrè the Giant. Miss Elizabeth, la manager di Savage, comprendendo di non poter vincere contro cotanta bellezza sparisce dal ring per ritornare con i rinforzi, nella fattispecie con Hulk Hogan che con i suoi cori da stadio inciterà l’amico Randy e gli permetterà di vincere la cintura.

Fino a quel momento Savage è sempre stato considerato un heel, grazie anche all’atteggiamento maschilista che aveva verso la sua manager, ma dopo questo incontro diventa ufficialmente uno dei buoni: fondamentale sarà l’unione con Hulk Hogan nel team dei Mega Powers.

Ma sappiamo come va a finire in questi casi, quando c’è una topa di mezzo.

Savage diventa gelosissimo e sospetta che la moglie e l’amico se la facciano di nascosto negli spogliatoi mentre lui è in palestra ad aggiustare i pettorali: il culmine di questa gelosia sfocia durante un incontro con le Twin Towers (Akeem e Big Boss Man), Miss E. viene ferita e portata da Hogan nel backstage. Il nostro Macho rimasto solo sul ring pensa che i due siano andati a far le zozzerie e in una memorabile rissa si rompe il sodalizio tra i due. L’anno successivo Hogan riempirà di pizze l’ex amico e si riprenderà il titolo.

Savage ridiventa un cattivone, in un eccesso di modestia cambia nome in Macho King, licenzia la moglie e dopo aver consultato la rivista “le 100 donne più cattive del pianeta” si accontenta della numero 3 e la assume come nuova manager. Sensational “Queen” Sherry diventa così la sua nuova assistente di cattiverie.

La prima di queste avviene ai danni di Ultimate Warrior, i due birbanti gli fanno perdere un incontro contro Sgt Slaughter: il Guerriero non la prende bene e organizza un incontro con Savage, lo sconfitto dovrà abbandonare il ring per sempre e scrivere 100 volte sulla lavagna “sono un perdente”. Savage esce sconfitto e la sua manager, che non per niente era una cattiva, umilia lo sconfitto Macho Man tempestandolo di botte quando è ormai privo di forze. A salvarlo arriva nientemeno che Miss E. che a colpi di borsettate sconfiggerà la rivale e si riappacificherà con il suo uomo.

Nonostante nella vita reale i due fossero già sposati, per esigenze di sciobisnes, si decide di oranizzare un matrimonio farsa sul ring: tra i regali di nozze vi è quello del simpatico Jake the Snake, un serpente velenoso che fa prendere un coccolone alla gentil donzella.

Più o meno la carriera finisce qui, Savage cambierà federazione un paio di volte continuando ad avere comunque un buon successo.

Ma che fine ha fatto il nostro colorato dispensacazzotti?

Beh, dopo una “memorabile” interpretazione in Spider Man il buon Randy si è dedicato alla musica incidendo un album rap il cui fantastico singolo è dedicato al nemico Hulk Hogan.

Si è recentemente risposato dopo il divorzio finito malissimo con Miss E.

La gentile pulzella ha infatti abbandonato il machoso per fiondarsi su un altro muscoloso, tale Lex Luger, e trovare la morte in casa sua per overdose di alcool e droga.

Savage verrà ricordato per tanti motivi:

il suo modo posato e tranquillo di rilasciare interviste;

le sue entrate poco appariscenti;

e infine la sua chiusura sul ring con la quale chiudiamo anche questo articolo.

Se avete ancora altri dubbi vi consiglio lo spettacolare (lol) sito ufficiale dell’atleta, a presto!

In data 20 maggio 2011 devo purtroppo aggiornare l’articolo per comunicarvi la morte del nostro amato Macho Man che si è spatasciato con la jeep su un albero a seguito di un attacco di cuore.
Ciao Randy, menali tutti ovunque tu vada :V

World Wrestling Federation

settembre 19, 2010

Se i panda cominciassero a difendersi a colpi di suplex e piledriver non sarebbero in via d’estinzione.

Non sono mai stato un amante della normalità (e qui via di battute e risate!).

E non perchè mi piacesse essere anticonformista, semplicemente mi son sempre accorto di essere attratto da ciò che si discostava dal cosiddetto gusto comune. Non sono però neanche amante degli eccessi e degli estremismi.

Diciamo che mi trovo un gradino sopra all’ordinario gusto delle masse, quanto basta per essere definito strano ma non abbastanza per contare qualcosa nell’universo degli strambi. E mi sta bene così, perchè queste scelte sono appunto del tutto naturali e non studiate a tavolino per impressionare qualcuno.

E’ per questo motivo che in un paese dominato dal calcio mi innamorai del baseball.

E sempre per questo motivo che sin da piccino mi ritrovai ad amare tutte quelle arti marziali e discipline di combattimento inusuali o altamente spettacolari: a 15 riprese di boxe preferivo un incontro di judo, al karate kid di turno volgevo le spalle per guardare un’esibizione di capoeira.

E poi c’era il Wrestling.

Bestioni di 2 metri, brutti, pelosi, sudati e incazzati che sollevavano altri bestioni e li facevano volare sbatacchiandoli sul ring, il tutto vestiti in modo assolutamente strampalato mentre un intero palazzetto dello sport composto di esaltati li incitava a squarciagola divertendosi.

La storia del wrestling in generale è davvero troppo lunga e complessa, è una vera disciplina praticata soprattutto a livello universitario americano e ha assunto anche divertenti divagazioni sanguinolesche negli ultimi anni. Ma quello che mi interessa approfondire su questo blog è l’aspetto caciarone, fintissimo e di intrattenimento che ci accompagnò nei magici anni 80 sul piccolo schermo. In realtà questo magnifico spettacolo continuerà anche nei primi anni 90 ma per una volta si può fare un’eccezione.

Ho già parlato dell’icona per eccellenza di questo grande giocattolone mediatico, ovvero Hulk Hogan, e dopo questa infarinatura sulla disciplina in senso generale continuerò in futuro ad esaminare singolarmente gli “eroi” che ci hanno fatto sognare.

Non sto neppure a fare una cronistoria troppo precisa dalla nascita della prima organizzazione a oggi, come detto è veramente troppo lunga o complessa, non basterebbero 10 blog dedicati. Se volete approfondire l’argomento in maniera certosina l’amico uichipiede può venire in vostro soccorso. Ricordo solamente che il nome fu cambiato da WWF a WWE per problemi con il WWF dei panda (l’avevo già detto, ma dato la natura poco seria di questo blog qualcuno può averlo preso per uno scherzo, beh non lo è).

Quello che mi interessava era riportare a galla certi ricordi, sensazioni ed emozioni che hanno caratterizzato il Wrestling in quel particolare periodo storico. Onestamente il wrestling moderno mi fa cagare. Manca tutto ciò che rendeva esilarante lo spettacolo ai quei tempi. I wrestler di oggi sono tutti palestrati con fisici scolpiti e perfetti.

Non ci sono grassoni.

Non ci sono bestie pelose.

Non ci sono aberrazioni della natura uscite da qualche film horror.

Tutti bellini, precisini e perfettini che a malapena versano due gocce di sudore.

E i costumi poi…sono veri e propri costumi da bagno, tutti uguali, tutti usciti dallo stesso stampino, a mostrare ad ogni istante quanto sono fighi e a prendersi sul serio più del necessario.

Niente nastri svolazzanti, trucco sulla faccia, divise militari e non, animali di scena, manager ancora più strambi al seguito.

E che dire delle entrate in scena? Rumorosi e pirotecnici ingressi sul ring, ma totalmente freddi, poco originali e anche abbastanza brutti.

Niente gente che sputa fuoco dalla bocca, niente…beh avete capito.

Come non citare poi i tag team?

Se possibile ancora più strampalati, originali e appariscenti dei lottatori singoli: Bushwackers, Legion of Doom, Demolition…

Oh, poi non è che io lo segua assiduamente, anzi. Probabilmente qualche caso isolato che richiami tutte le belle cose degli anni 80 che ho elencato esiste, ma sono pochi elementi rispetto a quello che un tempo era la “normalità”. Credo che Rey Mysterio sia uno di questi, ma siamo comunque anni luce dagli sfarzi dell’epoca.

L’evoluzione del Wrestling è stata notevole, ha una visibilità immensa, ci sono canali italiani che dedicano diverse ore quotidiane a questo spettacolo, i bambini impazziscono (come dopotutto impazzivamo noi) eppure non riesco proprio a capire questo “sport” nella sua incarnazione moderna. I combattimenti mi sembrano noiosissimi nonostante i lottatori siano molto preparati tecnicamente. Anzi forse lo sono anche troppo.

Un tempo questi omaccioni sudati passavano il 70% a darsi schiaffoni e spaccarsi sedie sulla schiena.

Le mosse importanti  (quelle fighe!), le trademark o le chiusure erano poche, proprio per questo forse risaltavano ancor di più in un incontro di 10 minuti.

E anche le storyline mi sembravano più divertenti o forse trovo quelle odierne noiose perchè vedo i protagonisti come soldatini identici che faccio fatica a distinguere.

Noi italiani inoltre avevamo una grande fortuna perchè potevamo seguire gli incontri con la telecronaca dell’immenso, indimenticabile e feeeenomenale Dan Peterson : con accento americano marcatissimo e con una simpatia unica dava quel valore aggiunto agli incontri che rendevano l’esperienza ancora più gratificante. Per farvi capire di che parlo…

Insomma, si potrebbe stare qui a parlarne per settimane intere, questo articolo è stato solo l’imbeccata per ricordare ai nostalgici quanto ci siamo divertiti a quei tempi e per solleticare la curiosità di chi quel periodo non l’ha vissuto. Il prossimo passo sarà fare incursioni nella marea di combattenti esistenti e dedicare un po’ di tempo ai singoli protagonisti.

E credetemi, sono tanti.

Un ultimo appunto : consiglio a tutti la visione di un piccolo recente gioiellino firmato Darren Aronofsky, The Wrestler, un film di rara bellezza che riesce a toccare molte corde nascoste anche a chi ha un cuore di pietra, ma che soprattutto è una delizia per i nostalgici perchè è un vero concentrato di ricordi e sensazioni anni 80. Un immenso Mickey Rourke.

Vi lascio con un video della seconda edizione della Royal Rumble (1989), una competizione favolosa in cui decine di Wrestler se le davano di brutto sul ring. Contemporaneamente.

P.s. ho volutamente evitato di fare nomi o riferimenti specifici (anche a livello visivo) dei singoli wrestler perchè l’intento è quello di parlare dei singoli casi con più calma. Stay tuned!

Hulk Hogan

marzo 8, 2010

L’uomo che ha trovato la soluzione definitiva alla calvizia.La bandana.

Forse avrete  notato che in questo mio primo ciclo di post sto andando in ordine rigorosamente alfabetico: posso perciò anticiparvi che dedicherò la lettera W al Wrestling, ma la H mi da l’occasione di parlare del Wrestler più famoso di tutti i tempi, un’icona riconoscibile in ogni parte del mondo.

Per parlare della carriera di Hulk Hogan non basterebbe un’intero blog, considerando che è sulla scena da 30 anni e soprattutto che il Wrestling americano è più una telenovela di culturisti per intrecci, colpi di scena e sottotrame. Il Beautiful dei bodybuilder diciamo. Perciò cercherò solo di dare un’infarinatura sul personaggio e sui principali eventi/incontri della sua vita.

Hulk Hogan (il cui vero nome è Terrence Gene Bollea) inizia la sua carriera da wrestler professionista nel 1977 con il nome di Super Destroyer ma la svolta arriverà solo due anni più tardi quando entrerà a far parte della storica WWF (World Wrestling Federation, oggi diventata WWE). Qui inizierà la sua rivalità con il mitico Andrè the Giant che porterà i due ad affrontarsi più e più volte sul ring, come nello storico match durante Wrestlemania del 1987

La popolarità di Hogan è alle stelle tanto che Stallone gli propone una parte in Rocky III, partecipazione che causerà il temporaneo licenziamento dalla WWF (secondo i vertici un wrestler non poteva diventare attore, mah…il bue che dice cornuto all’asino).

Tutto ciò non ferma Hogan che passa 3 anni in Giappone aumentando ancora più la sua popolarità a livello planetario, sconfiggendo persino il campione nipponico Antonio Inoki.

Un cambio dirigenziale alla WWF riporta negli Stati Uniti il muscoloso baffone che solo dopo 3 settimane vince il titolo nell’ennesimo incontro memorabile contro The Iron Sheik, nel tempio dello sport americano, il Madison Square Garden. Qui, il commentatore Gorilla Monsoon conia il famoso termine Hulkamania che consacrerà definitivamente Hulk Hogan, diffondendo la sua popolarità a livelli tuttora ineguagliati.

Nel 1989 inzierà la collaborazione  con Macho Man Randy Savage formando i Mega Powers: fu una delle storyline più divertenti dell’epoca, la squadra aveva come manager la moglie di Savage che, ultrageloso, ruppe il sodalizio con l’amico biondo. Il tutto culminò in un altro grande incontro per il titolo (vinto da Hogan, che divenne campione per la seconda volta). Qui di seguito il teatrino che portò alla separazione tra i due (i retroscena fuori dal ring erano parte integrante del divertimento)

La fine (la prima delle tante…) del fenomeno Hulkamania arrivò nel 1992, dopo aver vinto il quarto titolo contro l’amico Sid Justice, Terrence Gene si ritirò dalle scene dopo 10 anni di attività…

…per tornarci solo pochi mesi dopo, vincendo il suo quinto titolo contro Yokozuna. E riperdendolo ancora poco tempo dopo, lasciando definitivamente la WWF.

Dopo un anno sabbatico entrò nella federazione avversaria della WWF (WCW) e successe il fattaccio: dopo essere stato un’icona positiva nel mondo del wrestling per circa dieci anni diventa uno dei cattivi della federazione (ma per scherzo bambini! non si picchiano veramente, è tutta una finta! E Babbo Natale non esiste!), cambia nome in Hollywood Hogan e si veste di scuro abbandonando i suoi storici colori giallo e rosso. Il suo nuovo team nWo conquista sempre più popolarità nonostante il cambio di personaggio e lentamente la WCW supera in gradimento la WWF (proprio grazie a Hogan ).

Passano gli anni (siamo ormai alla fine dei 90), Hogan si ritira e cambia federazione mille volte fino a tornare nella WWF (che cambierà nome in WWE per una causa…ehm, con il WWF, quella del panda…) e ritornando un “buono”.

Attualmente è tornato a farsi del male nella TNA, la seconda lega americana per importanza dopo la WWE.

Al di fuori del ring ha recitato in diverse pellicole di livello infimo e negli ultimi anni è stato il protagonista di un reality incentrato sulla sua famiglia, Hogan Knows Best. Un consiglio, se siete grandi amanti del personaggio evitate di guardare il programma, ne esce una brutta immagine di Hogan che da sfoggio di ottusità e bigottismo a livelli incredibili. C’è di buono che è stato un sostenitore di Obama.

Negli anni 90 è stato anche al centro della vicenda doping che colpì il mondo del wrestling, ammettendo il suo uso di steroidi, fenomeno diffuso all’interno della federazione.

A noi piace ricordarlo nelle sue innumerevole pose sul ring (quelle da bodybuilder, quando tendeva l’orecchio al pubblico, si stracciava la maglietta o quando si infuriava sul ring e non sentiva più i colpi dell’avversario).

E per finire una rassegna delle sue mosse caratteristiche, compresa la sua mossa di chiusura storica, il leg drop.

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